Yilin Na porta la collezione Primavera Estate 2027 a Galleria Meravigli con 44 look che raccontano la quotidianità cinese attraverso materia, colore, movimento e cultura pop
Un debutto milanese costruito sulla memoria
Durante la Milano Fashion Week, QIFEI ha presentato la collezione Spring Summer 2027, “Worldly Hearth”, firmata dal creative director e designer Yilin Na, conosciuto anche come Abel Na.
La sfilata, andata in scena il 25 settembre a Galleria Meravigli, è stata pensata come un’esperienza capace di andare oltre la tradizionale presentazione fashion. Il progetto ha messo infatti in relazione moda, memoria e sensazioni quotidiane, partendo da elementi appartenenti alla cultura cinese contemporanea per trasformarli in forme, materiali e gesti.
Il titolo Worldly Hearth, 人间烟火, richiama proprio il ritmo concreto della vita quotidiana. Ed è dalla quotidianità che Yilin Na ha scelto di partire per costruire un racconto capace di attraversare dimensione personale e collettiva.
Tre momenti per raccontare un percorso
La presentazione è stata costruita come un percorso in tre capitoli, caratterizzati da atmosfere differenti.
Il primo momento è apparso più raccolto e introspettivo, dominato dal bianco e dal nero, da riferimenti all’arte dell’inchiostro cinese e da una stratificazione di materiali come seta, lino, cotone, acetato e cupro.
Progressivamente, il ritmo della sfilata è cambiato. Il tailoring, le stampe e il colore hanno acquisito maggiore presenza, accompagnando il passaggio da una dimensione più intima verso quella della città contemporanea, fatta di movimento, incontri e stimoli.
Nella parte finale la tensione si è nuovamente ridotta, tornando verso una dimensione più quieta.
Per Yilin Na, i tre capitoli rappresentano un percorso essenziale: una persona sola, una persona che attraversa la società e infine una persona che torna a se stessa.
MALAKING diventa materia creativa
Il punto di partenza più inaspettato della collezione è MALAKING, snack piccante conosciuto da una generazione di consumatori cinesi e profondamente legato alla cultura popolare.
Il designer non ha scelto di trasformare questo riferimento in un elemento letterale della collezione. Al contrario, ne ha estratto ciò che rappresenta: gusto, familiarità, giovinezza e memoria condivisa.
Il sapore diventa così una suggestione estetica.
La sensazione del piccante viene tradotta attraverso le forme, le texture, la costruzione degli abiti e il movimento. Piccoli elementi della quotidianità entrano nello styling e nell’esperienza della sfilata, mentre materiali e lavorazioni trasformano riferimenti familiari in qualcosa di nuovo e non immediatamente riconoscibile.
È un processo nel quale un ricordo appartenente alla cultura pop diventa linguaggio fashion.
800 ore per un unico look
Tra i momenti più significativi della collezione emerge un look rosso che ha richiesto 800 ore di lavorazione interamente artigianale.
Un dato che rende concreta la filosofia di Worldly Hearth: partire da un elemento apparentemente ordinario per arrivare a un risultato nel quale il tempo, la manualità e la costruzione diventano parte integrante dell’esperienza.
Il capo diventa così la materializzazione di un’idea nata da una sensazione quotidiana, dimostrando come la moda possa trasformare anche un riferimento semplice in una ricerca complessa.
Tra cultura cinese e visione internazionale
La presentazione milanese rappresenta un momento importante nel percorso creativo di Yilin Na, che porta a confronto la propria esperienza, la formazione italiana e una visione profondamente legata alla cultura contemporanea cinese.
La collezione nasce infatti da un dialogo tra heritage e contemporaneità, senza cercare una rappresentazione tradizionale della cultura cinese. L’obiettivo è piuttosto osservare come quella cultura venga vissuta oggi da una nuova generazione e come ricordi, oggetti e abitudini possano trasformarsi in materia creativa.
Milano diventa quindi il luogo in cui questa identità entra in dialogo con un pubblico internazionale.
Il ruolo di Afro Fashion Association
Il progetto è stato sviluppato anche attraverso il percorso di mentorship di Afro Fashion Association, guidato dalla presidente Michelle Francine Ngonmo.
La collaborazione ha accompagnato QIFEI verso la presentazione milanese, creando un punto d’incontro tra la ricerca di Yilin Na, la sua formazione in Italia e un contesto internazionale dedicato alle nuove voci della moda.
La stessa conferenza stampa che ha preceduto la sfilata ha rappresentato questo incontro: accanto a Yilin Na e Michelle Francine Ngonmo era presente Zhao Hai Xia, Communications Strategy Manager di MALAKING, mentre la conversazione è stata moderata da Patty Wong con Elio Pan nel ruolo di interprete.
Una moda che parte dalla vita quotidiana
Il cuore di Worldly Hearth è racchiuso nell’idea espressa da Yilin Na: “Thoughts we bear, affection we carry, a fashion show we design.”
Pensieri, affetti e memoria diventano quindi gli elementi da cui nasce la collezione.
Un gusto, un suono, un ricordo d’infanzia o una strada affollata possono diventare il punto di partenza per una nuova forma. È questo il processo creativo che QIFEI porta a Milano: prendere qualcosa di familiare e chiedersi come possa essere trasformato attraverso la moda.
44 look tra silenzio e intensità
L’intero racconto si sviluppa attraverso 44 look, nei quali il cambiamento di atmosfera accompagna quello delle silhouette e dei materiali.
Il percorso parte da una dimensione più essenziale e monocromatica per aprirsi progressivamente al colore, alle stampe e alla complessità della città, prima di ritrovare un ritmo più raccolto.
La collezione diventa così una narrazione visiva della quotidianità contemporanea, costruita attraverso contrasti che non cercano necessariamente una sintesi immediata, ma convivono all’interno dello stesso percorso.












































Creative Direction: Yilin Na (Abel Na) & QIFEI Team
Styling: Yilin Na (Abel Na) & QIFEI Team
Set Design: Sun Jian & Elite Fashion Group Team
Show Creative Direction: Sun Jian
Executive Producer: Patty Wong
PR & Communications: Patty Wong & N7 Studio Team
QIFEI porta la memoria nel futuro
Con Worldly Hearth, QIFEI utilizza la moda come strumento per interrogarsi sul rapporto tra identità, memoria e contemporaneità.
Yilin Na parte da un elemento della cultura pop cinese e lo trasforma senza riprodurlo letteralmente. Il risultato è una collezione nella quale il riferimento culturale diventa sensazione, la sensazione diventa forma e la forma si trasforma in un’esperienza collettiva.
A Milano, QIFEI porta così in passerella una visione della moda che nasce dalla vita reale, dalle piccole esperienze che diventano memoria e dai ricordi condivisi che, attraverso il design, possono assumere una nuova identità.
Un ringraziamento speciale ad Afro Fashion Association
La presentazione milanese di Worldly Hearth è stata anche un’occasione per riconoscere il ruolo di Michelle Francine Ngonmo, presidente di Afro Fashion Association, nel percorso che ha accompagnato QIFEI verso il debutto a Milano.
Durante la conferenza stampa che ha preceduto la sfilata, Yilin Na ha condiviso con Ngonmo e con gli altri protagonisti del progetto il percorso creativo della collezione e il significato di questa importante tappa internazionale.
Un momento di confronto che ha sottolineato il valore della mentorship e della collaborazione che hanno accompagnato QIFEI nella presentazione di Worldly Hearth a Milano.



Yilin Na e Michelle Francine Ngonmo, presidente di Afro Fashion Association.
