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9 Ott 2026, Ven

ARTHUR ARBESSER, LA MODA COME RIVINCITA DEL COLORE: LA FALL 2026 È UNA “REVIVAL COLLECTION”

Tessuti deadstock, stampe d’archivio e accostamenti inattesi danno vita a una collezione che recupera il passato per trasformarlo in qualcosa di nuovo

Ritornare alla materia per guardare avanti

Per la Fall 2026, Arthur Arbesser sceglie di partire dal proprio archivio e dalla materia già disponibile per costruire una collezione che parla di recupero, trasformazione e libertà creativa.

La nuova stagione, presentata come “A Revival Collection”, nasce infatti interamente dall’utilizzo di tessuti deadstock appartenenti a momenti differenti della storia del brand. Una scelta che non risponde soltanto a una precisa volontà progettuale, ma diventa parte integrante del linguaggio della collezione: ciò che esiste già viene osservato nuovamente, rielaborato e portato verso una nuova identità.

L’idea è quella di recuperare stampe e materiali dell’archivio senza nasconderne l’origine. Al contrario, la loro diversa provenienza diventa il punto di partenza per creare accostamenti inediti.

Un archivio che si trasforma

La collezione riunisce tessuti provenienti da stagioni molto diverse. Tra questi compaiono la stampa barocca della Fall Winter 2022/23, i cotoni a righe della Spring Summer 2025, i quadri multicolore e la stampa fotografica composta da bicchieri della Fall Winter 2024/25, insieme a pattern geometrici che attraversano diverse collezioni dalla Spring Summer 2020 alla Fall Winter 2025/26.

A questo patrimonio si aggiungono materiali più leggeri e trasparenti, come pois, rombi e righe stampati su mesh e tulle a quadri multicolore, accostati a raso con stampa cobra, viscosa jacquard con logo, Vichy, crêpe stropicciato a zig zag e motivi animalier.

Il risultato non è una semplice riedizione dell’archivio, ma una sua rilettura.

Quando il passato cambia colore

Uno degli interventi più interessanti riguarda proprio la trasformazione cromatica dei tessuti.

Gran parte della collezione è stata infatti tinta in capo, modificando colori e stampe originali e attribuendo loro un carattere completamente differente. Una stampa floreale dai colori vivaci può così assumere tonalità marroni e diventare immediatamente più autunnale, mentre le righe estive e colorate vengono reinterpretate attraverso sfumature più discrete, terrose e sofisticate.

È una tecnica che permette al brand di intervenire sulla memoria senza cancellarla. Il tessuto rimane riconoscibile nella sua struttura, ma cambia la percezione che ne deriva.

Contrasti, sovrapposizioni e libertà

La collezione prende forma attraverso il contrasto. Stampe differenti convivono, pattern apparentemente lontani vengono sovrapposti e materiali che originariamente appartenevano a collezioni diverse vengono fatti dialogare all’interno dello stesso guardaroba.

La volontà è esplicita: reagire a una moda percepita come troppo uniforme attraverso una proposta ricca, energica, colorata e volutamente eccessiva.

L’eccesso, però, non si traduce in costruzioni complicate. Al contrario, le silhouette rimangono semplici e generose, progettate pensando a corpi ed età differenti. Volumi e proporzioni possono essere modificati e interpretati liberamente, mantenendo fluidità e comfort.

Il volume lascia spazio al corpo

È proprio questo equilibrio a rendere particolarmente interessante la collezione. Da una parte ci sono pattern complessi, colori e sovrapposizioni; dall’altra forme essenziali e lineari.

L’obiettivo è valorizzare la vivacità dell’incontro tra le stampe senza trasformare l’abito in una costruzione rigida. I volumi diventano quindi uno strumento con cui giocare, lasciando a chi indossa i capi la possibilità di interpretarli secondo il proprio corpo e il proprio modo di vestirsi.

Accessori tra ironia e teatralità

Anche gli accessori seguono la stessa logica di sperimentazione.

Tra le proposte compare un cappello triangolare da imbianchino in cotone a righe, insieme a copricapi patchwork a punta dalle proporzioni volutamente esagerate. A questi si aggiunge una reinterpretazione del classico festone composto da bandierine triangolari, trasformato in una sciarpa di tessuto.

Sono elementi che introducono una dimensione ironica e quasi surreale, contribuendo a rendere la collezione più teatrale e sognante senza perdere il suo carattere quotidiano.

Una moda da indossare, non da contemplare

Nonostante la ricchezza dei tessuti e la sovrapposizione dei pattern, la Fall 2026 mantiene una forte componente pratica.

Ogni capo è pensato per poter entrare facilmente nel guardaroba quotidiano: anche le proposte più elaborate possono essere abbinate a una semplice T shirt bianca o a un paio di pantaloni neri.

È forse proprio qui che la collezione trova il suo equilibrio. L’impatto visivo può essere forte, ma la funzione dell’abito rimane centrale.

Il deadstock come scelta creativa

L’utilizzo dei tessuti deadstock assume infine un significato che va oltre la semplice disponibilità di materiali.

Per un brand indipendente, lavorare con quantità limitate significa anche accettare che ogni tessuto abbia una disponibilità precisa: quando finisce, è finito. Questa caratteristica rende ogni combinazione più irripetibile e introduce nella progettazione un elemento di imprevedibilità.

La collezione diventa così anche un esercizio di creatività applicata alla materia esistente: non progettare sempre partendo da qualcosa di nuovo, ma imparare a vedere nuove possibilità dentro ciò che è già stato prodotto.

Una risposta alla moda contemporanea

La Fall 2026 di Arthur Arbesser sceglie quindi una direzione precisa: recuperare, mescolare e trasformare.

Il passato non viene trattato come un archivio immobile, ma come una materia ancora disponibile alla sperimentazione. Le stampe cambiano colore, i tessuti provenienti da stagioni diverse si incontrano, le silhouette rimangono fluide e gli accessori introducono una componente ironica.

Ne emerge una collezione che porta avanti un’idea di moda indipendente costruita sulla libertà di combinare ciò che normalmente non sarebbe pensato insieme. Un revival che non guarda indietro con nostalgia, ma utilizza la memoria come strumento per creare qualcosa di nuovo.

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Da Nicole Zampedri

Passionate about fashion and fashion styling, always looking for new inspirations and trends. A lover of music and with a strong interest in social media, I combine creativity and strategy to tell stories that leave their mark.