A Milano la nuova collezione del designer Yilin Na, tra cultura pop cinese, ricordi generazionali e un’esperienza sensoriale che porta il pubblico oltre la passerella
Una sfilata che parte dai sensi
Il 25 settembre 2026, durante Milano Fashion Week, QIFEI ha presentato la collezione Primavera Estate 2027, Worldly Hearth, all’interno dell’evento “A Rising Voice” promosso da Afro Fashion Association. La cornice è stata quella di Galleria Meravigli, trasformata per l’occasione in uno spazio nel quale moda, memoria e cultura pop hanno dialogato attraverso una presentazione pensata non soltanto per essere osservata, ma anche vissuta.
Al centro del progetto c’è Yilin Na, conosciuto anche come Abel Na, creative director e designer di QIFEI, che torna a Milano quasi dieci anni dopo il percorso di studi all’Istituto Marangoni. La sua nuova collezione nasce da una domanda semplice ma non convenzionale: come può una sensazione trasformarsi in moda?
La risposta prende forma attraverso silhouette, materiali, colori e movimento, costruendo un racconto nel quale il ricordo personale diventa materia creativa.
“Worldly Hearth”, il ritmo della vita quotidiana
Il titolo della collezione, Worldly Hearth, richiama l’espressione cinese 人间烟火, legata al ritmo vitale della quotidianità, alla dimensione concreta dell’esistenza e a quelle esperienze apparentemente ordinarie che finiscono per diventare parte della memoria collettiva.
Per Yilin Na, questo concetto diventa il punto di partenza per osservare ciò che una generazione vede, tocca, assaggia e conserva nella propria memoria.
La collezione SS27 guarda in particolare alla cultura pop cinese e a quei riferimenti capaci di creare un’immediata connessione con la Gen Z. Un ruolo centrale viene affidato a MALAKING, snack piccante profondamente legato alla cultura popolare cinese, scelto dal designer come simbolo di un ricordo condiviso.
Non si tratta semplicemente di inserire un riferimento gastronomico nella moda. Na utilizza il gusto come punto di partenza per costruire un immaginario visivo e tattile, trasformando una sensazione familiare in forme e superfici contemporanee.
Dalla cultura cinese a un nuovo linguaggio fashion
Uno degli aspetti più interessanti di Worldly Hearth è il modo in cui il patrimonio culturale cinese viene reinterpretato senza ricorrere a una rappresentazione letterale.
Yilin Na lavora piuttosto per suggestioni, traducendo memoria e cultura pop in un guardaroba contemporaneo. La sua estetica mantiene una base minimalista, ma introduce volumi decisi, materiali sofisticati, dettagli più grezzi e una componente quasi enigmatica.
Il risultato è un equilibrio tra precisione e istinto. Da una parte emerge la cura costruttiva propria del design contemporaneo, dall’altra una dimensione più spontanea e sensoriale, capace di rendere gli abiti meno prevedibili.
Le tonalità scure e le silhouette strutturate contribuiscono a creare un’atmosfera sofisticata, mentre il contrasto tra superfici e materiali amplifica l’idea di una collezione che deve essere percepita prima ancora che semplicemente guardata.
Il percorso di Yilin Na
Il ritorno a Milano assume un significato particolare nel percorso del designer.
Yilin Na si è formato all’Istituto Marangoni, una delle principali scuole italiane dedicate alla moda e al design, completando il proprio percorso con la collezione graduate “The Butterfly Effect”. Nel 2018 è stato inserito tra i dieci studenti più meritevoli dell’istituto e nel 2020 ha preso parte al progetto Future in House of Marangoni.
Negli anni successivi il suo lavoro ha ottenuto ulteriori riconoscimenti in Cina. È stato nominato tra i dieci migliori fashion designer di Shenzhen nel 2022 e nuovamente nel 2024, ricevendo anche lo Shenzhen Golden Roc Award for Fashion Design e il riconoscimento Best Fashion Storytelling.
Un percorso che racconta quindi un rapporto continuo tra formazione internazionale e identità creativa cinese, due dimensioni che in QIFEI trovano oggi un punto d’incontro.
QIFEI e la nuova generazione della moda internazionale
La presentazione di Worldly Hearth è stata inoltre sviluppata all’interno del programma di mentorship di Afro Fashion Association, sotto la guida della presidente Michelle Francine Ngonmo e del team dell’associazione.
Il progetto ha rappresentato per QIFEI un ulteriore passaggio nella costruzione della propria identità creativa, inserendo il brand all’interno di un contesto internazionale caratterizzato dal confronto tra culture, linguaggi e nuove generazioni di designer.
La scelta di presentare la collezione attraverso un’esperienza sensoriale rafforza proprio questa direzione: la moda non viene considerata esclusivamente come immagine, ma come uno strumento capace di attivare memoria, emozione e associazioni personali.
Una Milano Fashion Week da vivere
Prima della sfilata, alle 16, si è svolta una conferenza stampa con Michelle Francine Ngonmo, Yilin Na e un ospite speciale legato a MALAKING. Alle 17, Galleria Meravigli ha accolto la presentazione di Worldly Hearth, trasformandosi nel luogo in cui il progetto creativo ha preso forma davanti agli invitati.
Il carattere privato dell’evento, riservato alla stampa e agli ospiti accreditati, ha contribuito a mantenere la presentazione nella dimensione di un’esperienza immersiva più che di una semplice passerella.
Guarda il video della sfilata
È possibile vedere alcuni momenti della presentazione di QIFEI SS27 Worldly Hearth attraverso il video della sfilata:
SFILATA https://www.instagram.com/reel/DduaQbJhIe6/?stkn=ZGJoMTNrNml5bXMw
Memoria, gusto e identità
Con Worldly Hearth, Yilin Na porta sulla passerella milanese una riflessione sulla memoria contemporanea e sul modo in cui la cultura pop può diventare materia di progettazione.
Il designer parte da qualcosa di estremamente quotidiano, un gusto, un ricordo, un riferimento condiviso, e lo trasforma in un linguaggio visivo nuovo. È proprio in questo passaggio che QIFEI costruisce la propria identità per la Primavera Estate 2027: tra heritage e contemporaneità, precisione e istinto, minimalismo e sperimentazione.
Una collezione che non chiede soltanto di essere guardata, ma invita a ricordare, percepire e riconoscere nella moda qualcosa di profondamente personale.
