Mattia Piazza porta in passerella una collezione essenziale e radicale, nata dal rapporto con le immagini, dalla memoria della città e da una riflessione sul potere seduttivo del contemporaneo
Palermo non è uno sfondo, è il punto di partenza
Per la Primavera Estate 2027, Casa Preti torna a interrogare la propria identità partendo dal luogo in cui tutto è nato. La nuova collezione si chiama semplicemente “Palermo” e porta nella moda il carattere contraddittorio di una città fatta di memoria, immagini, seduzione e stratificazioni.
A firmarla è Mattia Piazza, fondatore e direttore creativo del brand, che costruisce un progetto lontano dalla semplice celebrazione estetica del territorio. Palermo diventa piuttosto uno strumento per osservare il presente e il modo in cui le immagini vengono prodotte, consumate e continuamente reinterpretate.
Il risultato è una collezione che sceglie di ridurre il superfluo per concentrarsi su ciò che rimane: il corpo, la materia, la funzione e il significato.
Dall’immagine alla sua trasformazione
Il punto di partenza di “Palermo” è una domanda molto contemporanea: cosa succede a un’immagine quando viene ripetuta, condivisa, appropriata e trasformata infinite volte?
Casa Preti osserva questo processo attraverso una serie di immagini raccolte nella città, utilizzate per costruire un racconto visivo direttamente legato al territorio.
All’interno di questa ricerca entra anche la figura di San Sebastiano, utilizzata come riferimento per riflettere sulla progressiva trasformazione del significato di un’immagine. Attraverso la ripetizione e la circolazione, un simbolo può infatti perdere il proprio significato originario e acquisirne continuamente di nuovi.
È un meccanismo che appartiene tanto alla cultura visiva quanto alla società contemporanea.
La sirena come simbolo di seduzione
Tra i riferimenti della collezione emerge anche la sirena, figura legata alla città e al suo immaginario, ma riletta in una chiave tutt’altro che decorativa.
La sua funzione apotropaica, insieme alla sua natura di creatura capace di sedurre e al tempo stesso rappresentare un pericolo, diventa una metafora del rapporto con il capitalismo contemporaneo.
Il messaggio di Casa Preti è quello di non lasciarsi trascinare dal “canto delle sirene” della società dei consumi. La stessa figura che seduce può diventare anche uno strumento di protezione.
Una contraddizione che attraversa l’intera collezione: attrazione e rifiuto, desiderio e consapevolezza, immagine e significato.
Un guardaroba essenziale
Per questa stagione Casa Preti compie anche una scelta significativa sul piano progettuale.
Il brand, noto per una ricerca che spesso porta alla creazione di abiti difficili da definire, costruisce per “Palermo” un guardaroba essenziale composto da capi quotidiani: biancheria, camicie, giacche a vento e jeans.
Sono elementi immediatamente riconoscibili che vengono però reinterpretati attraverso la sensibilità sartoriale della maison e una selezione di materiali che comprende seta, denim e nylon 100% riciclati e riciclabili.
L’essenzialità non significa quindi semplificazione. Al contrario, diventa un modo per concentrare l’attenzione sulla costruzione, sulle proporzioni e sulla relazione tra abito e corpo.
Il lusso silenzioso di Casa Preti
La scelta dialoga con la filosofia sviluppata da Casa Preti fin dalla sua fondazione, avvenuta a Palermo nel 2017.
Mattia Piazza ha costruito il brand intorno a una rilettura della sartorialità caratterizzata da volumi misurati e costruzioni pensate per durare nel tempo. L’ispirazione al rigore compositivo del pittore Mattia Preti si traduce in linee essenziali e quasi clericali, diventate uno dei codici riconoscibili della maison.
Alla base c’è il principio “buono uguale bello”, attraverso il quale l’artigianalità viene interpretata come una forma di responsabilità: produzione locale, attenzione alla filiera e valorizzazione dei tessuti.
È una concezione del lusso lontana dall’ostentazione, costruita piuttosto su tempo, misura e relazione. Gli abiti vengono concepiti come spazi da abitare, capaci di accompagnare il corpo senza sovrastarlo.
Photograper: Treccani Fabio
Palermo come presa di posizione
C’è però un elemento che rende questa collezione particolarmente netta.
“Palermo” viene definita dalla stessa Casa Preti un gesto di protesta. Il progetto richiama infatti la nascita della Repubblica e della Costituzione italiana dopo il crollo di un sistema fondato sulla violenza e assume una posizione esplicita contro il fascismo e contro le forme attraverso cui la violenza continua a manifestarsi nella società.
È un passaggio importante per un brand che ha sempre privilegiato una ricerca non didascalica.
Questa volta, però, la scelta è quella di rendere esplicito un principio considerato fondamentale: il rifiuto della violenza e dei sistemi che utilizzano la violenza per semplificare una realtà inevitabilmente complessa.
La moda come spazio di riflessione
È proprio questa sovrapposizione di livelli a rendere “Palermo” qualcosa di più di una collezione Primavera Estate.
La città diventa memoria, ma anche osservazione critica. Le immagini diventano strumenti da interrogare. I simboli vengono svuotati, trasformati e ricomposti. Gli abiti si fanno essenziali, quasi per lasciare spazio al pensiero.
Mattia Piazza concentra così la ricerca sul rapporto contemporaneo con ciò che vediamo, consumiamo e trasformiamo ogni giorno, chiedendosi anche quali siano i richiami a cui decidiamo di rispondere e quali, invece, scegliamo di ignorare.
Un’identità che parte dalla Sicilia e guarda oltre
Casa Preti nasce a Palermo, ma “Palermo” non è una collezione costruita soltanto per raccontare Palermo.
È una riflessione più ampia sulla contemporaneità che utilizza la città come lente. Una prospettiva che parte dalla Sicilia e arriva al rapporto globale con le immagini, il consumo e la costruzione del significato.
Anche la dedica finale della collezione aggiunge una dimensione personale al progetto: “Palermo” è dedicata a Christian Caggia, descritto da Casa Preti come una giovane anima, un amico e compagno di viaggio, in memoria della fragilità della vita e di tutte le persone ricordate come parte di questa storia.
Una collezione che sceglie da che parte stare
Con la Primavera Estate 2027, Casa Preti non cerca quindi di aggiungere un’altra immagine al rumore visivo contemporaneo. Cerca, al contrario, di interrogare proprio quel meccanismo.
“Palermo” è una collezione essenziale nella forma e complessa nel pensiero, costruita attraverso capi quotidiani, materiali responsabili e una sartorialità misurata, ma sostenuta da un messaggio preciso.
La moda diventa così uno spazio in cui osservare ciò che ci circonda, riconoscere le immagini che ci seducono e decidere consapevolmente quali significati attribuire loro. Una collezione che parte da Palermo per parlare, in realtà, di un tema universale: la responsabilità di ciò che scegliamo di guardare, consumare e diventare.
