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9 Ott 2026, Ven

FRANCESCA LIBERATORE, IL DESIDERIO DIVENTA UN GIOCO: LA PRIMAVERA ESTATE 2027 TRA BLIND BOX E MEMORIA

Alla Milano Fashion Week la designer trasforma il meccanismo della sorpresa in un racconto sulla creatività, mettendo in dialogo l’immaginario dell’infanzia con la complessità dell’età adulta

Quando la moda apre una scatola

A volte il desiderio nasce proprio dall’attesa. Dalla curiosità di non sapere cosa troveremo dall’altra parte di una confezione, dalla possibilità che qualcosa di inatteso prenda forma davanti ai nostri occhi.

È da questa dinamica che Francesca Liberatore costruisce il racconto della collezione Primavera Estate 2027, presentata il 27 settembre durante la Milano Fashion Week. Al centro dello show ci sono le blind box, oggetti diventati fenomeno della cultura pop contemporanea, che la designer utilizza non tanto come riferimento commerciale, quanto come metafora del desiderio e della sorpresa.

La passerella diventa così un luogo in cui moda, memoria e immaginazione si incontrano, riportando per un momento lo spettatore a quella dimensione infantile in cui ogni confezione nasconde una possibilità.

Otto scatole, otto memorie dell’archivio

L’inizio della sfilata è costruito proprio intorno a questo concetto.

Otto maxi blind box trasparenti, realizzate in scala umana, aprono lo show. Al loro interno, otto modelle indossano altrettante giacche provenienti dall’archivio della maison, appartenenti al periodo compreso tra il 2010 e il 2020.

Il passato non viene quindi semplicemente riproposto, ma diventa parte di una nuova narrazione. Le giacche d’archivio, inizialmente avvolte dal mistero delle grandi confezioni, vengono progressivamente rivelate al pubblico, trasformando l’atto della scoperta in un vero momento performativo.

Il nero e le tonalità nude costituiscono l’apertura della collezione, creando una base essenziale dalla quale il guardaroba comincia poi ad evolversi.

Dal minimalismo al colore

Dopo l’apertura più introspettiva, la collezione cambia ritmo e si lascia attraversare dal colore.

La donna immaginata da Francesca Liberatore per la Primavera Estate 2027 è romantica ma concreta, capace di muoversi tra completi e abiti in cotone stampato, grafiche pop e tonalità vivaci.

Le silhouette giocano con sovrapposizioni e proporzioni differenti, mentre le gonne si aprono e acquistano movimento. Ricami, disegni geometrici e applicazioni floreali intervengono sulle superfici creando un guardaroba ricco di elementi visivi, ma costruito attraverso una precisa ricerca progettuale.

Il risultato è un’estetica che non sceglie tra eleganza e ironia, ma le fa convivere.

La maglieria diventa superficie grafica

Uno dei capitoli più riconoscibili della collezione è quello dedicato alla maglieria, sviluppata attraverso intarsi e lavorazioni jacquard.

Le grafiche pixelate introducono un ulteriore richiamo al mondo digitale e alla cultura pop, muovendosi tra brown, verde brillante, azzurro e burgundy.

La maglieria perde così la sua connotazione esclusivamente funzionale e diventa una vera superficie narrativa, sulla quale colori e motivi costruiscono un immaginario quasi virtuale.

È un altro modo attraverso cui Liberatore mette in comunicazione due mondi apparentemente lontani: la dimensione artigianale della lavorazione tessile e quella immediata, colorata e frammentata della cultura digitale.

Il bomber torna protagonista

Tra gli elementi più riconoscibili della maison tornano anche i bomber, reinterpretati per la nuova stagione attraverso volumi ampi e morbidi.

La proposta comprende modelli reversibili e versioni a righe, mantenendo il carattere versatile di un capo che può cambiare aspetto e proporzione a seconda dello styling.

Anche qui emerge uno dei temi centrali della collezione: la possibilità di trasformare lo stesso oggetto, guardandolo da prospettive differenti.

L’infanzia come spazio dell’immaginazione

Il confronto tra mondo adulto e immaginario infantile diventa ancora più evidente nella collaborazione con il marchio cinese Ask, dedicata ai più piccoli.

Per questa parte del progetto, Francesca Liberatore introduce tessuti tecnici e jacquard caratterizzati da angeli, UFO, pianeti e galassie.

Sono immagini che appartengono a un universo fantastico e che traducono visivamente il desiderio di evasione, riportando la collezione alla dimensione più pura dell’immaginazione.

L’infanzia non viene però rappresentata come semplice nostalgia. Diventa piuttosto una condizione mentale, quella capacità di osservare il mondo senza dare per scontato ciò che ancora non conosciamo.

Photographer: Fabio Treccani

Moda e tecnologia si incontrano

All’interno della collezione trova spazio anche la collaborazione con Sony, che porta nella proposta le cuffie 1000XM6 reinterpretate in diverse tonalità.

Un elemento tecnologico entra così nel linguaggio della moda e rafforza il legame tra il progetto di Liberatore e l’immaginario contemporaneo.

Il risultato è una collezione che attraversa epoche e riferimenti differenti: l’archivio della maison, il gioco delle blind box, la cultura pop, il digitale, la tecnologia e l’immaginario spaziale.

Il desiderio come motore creativo

La Primavera Estate 2027 di Francesca Liberatore non utilizza quindi la blind box soltanto come elemento scenografico.

La scatola chiusa diventa una metafora: contiene qualcosa che ancora non conosciamo e proprio per questo alimenta il desiderio di scoprirlo.

La stessa logica attraversa la collezione. I capi giocano con trasformazioni, reversibilità, sovrapposizioni, grafiche e contrasti, lasciando spazio a interpretazioni differenti.

La moda torna così a essere anche un’esperienza emotiva, capace di recuperare quella sensazione di meraviglia tipica dell’infanzia e di portarla nel guardaroba adulto.

Un ritorno alla meraviglia

Con la Spring Summer 2027, Francesca Liberatore costruisce una passerella che parte da una domanda semplice: cosa succede quando il desiderio di scoprire incontra la memoria?

La risposta è fatta di otto grandi scatole, giacche d’archivio, colori pop, maglieria jacquard, bomber, grafiche pixelate e immagini provenienti da un universo fantastico.

Una collezione nella quale l’infanzia non rappresenta un ritorno al passato, ma una possibilità per guardare il presente con maggiore curiosità. E dove la sorpresa, proprio come accade davanti a una blind box, diventa ancora una volta il punto di partenza per immaginare ciò che verrà.

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Da Nicole Zampedri

Passionate about fashion and fashion styling, always looking for new inspirations and trends. A lover of music and with a strong interest in social media, I combine creativity and strategy to tell stories that leave their mark.