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9 Ott 2026, Ven

ALICE YU, EASTERN NOMADS: QUANDO IL PATRIMONIO CINESE DIVENTA ARTE DA INDOSSARE

A Milano la presentazione della collezione S/S 2027 Ready-to-Wear e Couture di Alice Yu, un progetto che attraversa culture nomadi, memoria e artigianato per trasformare tecniche antiche in una nuova idea di moda contemporanea.

A Milano, Alice Yu presenta Eastern Nomads, la collezione Primavera/Estate 2027 Ready-to-Wear e Couture che nasce da una domanda tanto semplice quanto profonda: che cosa significa appartenere a un luogo, quando la propria storia è fatta anche di movimento?

La designer costruisce la collezione come un vero percorso espositivo, avvicinando moda e arte e trasformando lo spazio della presentazione in un ambiente immersivo. Gli abiti non sono soltanto capi da osservare, ma diventano superfici sulle quali prendono forma materiali, tecniche e simboli legati alla cultura orientale.

Il punto di partenza è il mondo delle culture nomadi dell’Oriente e il loro rapporto con la natura. Migrazione, radicamento e rinascita diventano così tre momenti di una stessa narrazione, nella quale spostarsi non significa necessariamente perdere le proprie origini, ma portarle con sé e permettere loro di trasformarsi.

È proprio questo il cuore di Eastern Nomads: una collezione che parla di movimento, ma anche di memoria.

IL FIORE COME RACCONTO DELLA TRASFORMAZIONE

Il simbolo centrale della collezione è il fiore, seguito nel suo intero ciclo vitale: dal bocciolo alla fioritura, fino all’appassimento.

Alice Yu traduce questa evoluzione attraverso materiali, texture e colori che cambiano progressivamente. La collezione parte da una dimensione più materica e terrena, con seta dall’aspetto vissuto, lino grezzo e cotone non trattato, per poi aprirsi verso chiffon, pizzi traforati e ricami tridimensionali.

La fase della piena fioritura coincide con silhouette più ampie e voluminose, mentre successivamente le forme diventano più morbide e intime. Denim lavato, maglieria destrutturata e superfici dall’aspetto consumato restituiscono infine l’idea del tempo che passa.

Anche la palette segue questo viaggio: marrone argilla, avorio invecchiato e verde oliva lasciano progressivamente spazio al rosso alizarina, al giallo zafferano, all’indaco e all’oro ramato, per arrivare a rosa polverosi e tonalità minerali.

Il colore diventa quindi una forma di narrazione, quasi come se ogni abito rappresentasse un momento diverso della vita del fiore.

LA CERAMICA JIAN DIVENTA STAMPA

Tra le ricerche più interessanti della collezione c’è quella sulle ceramiche Jian del Fujian, una tradizione sviluppatasi tra il tardo periodo Tang, le Cinque Dinastie e la dinastia Song.

La particolarità di queste ceramiche risiede nelle reazioni che avvengono durante la cottura ad altissime temperature. Argilla e smalto generano superfici imprevedibili, con motivi e riflessi che rendono ogni pezzo diverso dall’altro.

Alice Yu porta questa trasformazione nel linguaggio della moda.

Le superfici delle ceramiche vengono osservate attraverso il microscopio, rivelando pattern quasi cosmici, caratterizzati da riflessi e variazioni cromatiche difficili da percepire a occhio nudo. Queste immagini vengono successivamente trasformate in una stampa destinata a tessuti leggeri, fluidi e trasparenti.

Il risultato è un effetto che ricorda una galassia sospesa sul tessuto: l’indaco profondo si apre in riflessi dorati, creando superfici in continuo movimento quando vengono colpite dalla luce.

È uno degli esempi più evidenti della filosofia di Alice Yu: non riprodurre semplicemente un elemento della tradizione, ma studiare il processo che lo rende unico e trasformarlo in un nuovo linguaggio visivo.

LE CONCHIGLIE DI BEIHAI ENTRANO NELLA MODA

Se la ceramica diventa immagine, le conchiglie diventano invece materia.

Uno dei capitoli più importanti di Eastern Nomads è dedicato alla Beihai Shell Carving, una tecnica di intarsio legata a una tradizione che risale alla dinastia Han, tra il 202 a.C. e il 220 d.C.

Tradizionalmente utilizzata per mobili e oggetti decorativi, questa lavorazione viene reinterpretata da Alice Yu direttamente sull’abito. I frammenti di conchiglia vengono tagliati, lucidati e incisi seguendo le naturali variazioni di colore e le venature del materiale, per poi essere applicati manualmente su capispalla e superfici strutturate.

Durante la presentazione, proprio questo elemento è stato indicato come uno dei punti più sperimentali della collezione. La conchiglia è autentica, non viene semplicemente colorata e ogni elemento viene selezionato e lavorato singolarmente.

Il risultato porta sull’abito una tecnica antichissima, ma con una funzione completamente nuova: non più decorazione di un oggetto, bensì costruzione di una superficie sartoriale.

Alcuni dei pezzi più elaborati richiedono un lavoro manuale estremamente complesso e diventano vere e proprie opere da collezione. Tra questi, uno degli abiti presentati raggiunge un valore di circa 11.000 euro, legato alla quantità di conchiglie utilizzate e alla lavorazione interamente manuale.

DALL’ARTIGIANATO ALLA MODA CONTEMPORANEA

Uno degli aspetti più interessanti di Eastern Nomads è proprio il modo in cui Alice Yu evita di trattare il patrimonio culturale come qualcosa di immobile.

Le tecniche tradizionali vengono scomposte, studiate e ricollocate all’interno di un sistema contemporaneo. Il ricamo, le conchiglie, la ceramica, le texture e le lavorazioni manuali diventano strumenti attraverso i quali raccontare una cultura senza trasformarla in una semplice citazione estetica.

Anche il denim assume un ruolo importante in questo processo, introducendo una componente più quotidiana e wearable all’interno di una collezione che conserva una forte dimensione artistica.

Il contrasto è voluto: accanto ai capi più scultorei e alle lavorazioni preziose compaiono elementi più facilmente inseribili nel guardaroba contemporaneo. La tradizione viene così portata fuori dal museo e dentro la vita quotidiana.

QUANDO LA CULTURA VIAGGIA

In Eastern Nomads, il concetto di viaggio non riguarda soltanto le persone.

Viaggiano i materiali, le tecniche, i gesti, le conoscenze e soprattutto la memoria.

È questo il significato più profondo della collezione: il patrimonio culturale non viene presentato come qualcosa appartenente esclusivamente al passato, ma come una pratica capace di attraversare generazioni e territori, modificarsi e trovare nuove forme.

La migrazione diventa quindi anche un atto creativo. Portare con sé la propria cultura significa permetterle di incontrare altri luoghi, altre sensibilità e altri linguaggi.

ALICE YU, TRA MILANO E LA CINA

La ricerca di Alice Yu nasce dall’incontro tra la formazione internazionale e il patrimonio artigianale cinese. Dopo gli studi all’Istituto Marangoni di Milano, nel 2016 fonda ALICEYU ATELIER, dedicato al ricamo e al bespoke, e nel 2017 lancia l’omonimo brand.

Il suo percorso unisce moda contemporanea, couture e patrimonio culturale immateriale, reinterpretando tecniche tradizionali cinesi attraverso nuovi volumi, materiali e costruzioni. Il rapporto con l’arte è parte integrante della sua ricerca, sviluppata anche attraverso mostre e collaborazioni interdisciplinari.

La presentazione milanese di Eastern Nomads sintetizza questa visione: la Cina come origine, Milano come punto d’incontro e la moda come spazio di trasformazione.

Alice Yu non porta semplicemente una tradizione cinese all’interno della moda occidentale. Costruisce un dialogo nel quale entrambe le realtà possono modificarsi a vicenda.

E così una conchiglia diventa ricamo, una ceramica diventa stampa, un fiore diventa una palette cromatica e una tecnica millenaria trova una nuova vita su un abito.

È questa la vera idea di Eastern Nomads: non restare fermi per appartenere a qualcosa, ma continuare a portare con sé ciò che si è, trasformandolo ogni volta che si attraversa un nuovo territorio.

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Da Nicole Zampedri

Passionate about fashion and fashion styling, always looking for new inspirations and trends. A lover of music and with a strong interest in social media, I combine creativity and strategy to tell stories that leave their mark.