The Visit recensione: l’unica vena horror del film è la sua banalità! Un mix di scelte forse troppo prevedibili in un film che dava l’idea di essere una rivisitazione della fiaba di Hansel e Gretel.

The Visit recensione: il film, di un genere non troppo definito, si basa sul fatto che spesso le persone anziane possono essere strane ed ambigue, tra cali di memoria acciacchi fisici e comportamenti strani possono spesso creare imbarazzo, specie per chi non è abituato alla loro compagnia. The Visit incentra la sua trama appunto su queste caratteristiche della senilità che possono essere molto particolari, ma a tutto c’è un limite e soprattutto esiste una linea sottile che delinea la realtà della vecchiaia alla follia, linea che i giovani protagonisti del film non hanno visto oltrepassare, perché la pura follia si è riscontrata sin dall’inizio del film senza il bisogno di dar la colpa alla demenza senile. Eppure è su questa tematica che si basa l’ultima opera del regista M. Night Shyamalan, che dopo esser scomparso dalle scene in seguito al suo unico capolavoro, “Il Sesto Senso“, si è finanziato questo progetto a basso costo grazie ai soldi recuperati dalla passata collaborazione con Will Smith in After Earth, altro film di dubbia trama.

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The Visit, trama approfondita.

The Visit racconta la storia di due ragazzini, Rebecca e Tyler, che lasciano la loro casa per passare una settimana con i nonni materni mai incontrati. I due, estremamente scossi dall’abbandono del padre, di cui entrambi si incolpano, vogliono conoscere i loro nonni per ampliare la cerchia di parenti a cui affidarsi, e su questa vacanza Rebecca, aiutata dal fratellino, registreranno un documentario. John e Doris, i nonni, sono inizialmente cordiali e gentili, molto accoglienti nei loro confronti, con una grande voglia di conoscere i loro nipotini, eppure sin dalla prima notte, le cose sembrano non andare per il verso giusto, quando Rebecca decide di uscire dalla stanza per andare in cucina a prendere dei biscotti si imbatte in nonna Doris, che vaga al piano di sotto vomitando in giro per la stanza, in una scena che ricorda vagamente l’Esorcista. Questo sarà solo il primo dei comportamenti strani che avranno questi due vecchietti, facilmente scusati con le parole “demenza senile“, ma questi atteggiamenti sfoceranno ben presto in un clima di terrore, tale da pensare a possibili possessioni, oppure alieni, ma la risposta sarà molto più semplice di quanto si pensa.

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The Visit recensione: un’altro horror in found footage.

Il film The Visit rientra nella categoria dei film in found footage, che caratterizza i progetti a basso costo, in cui le riprese sono teoricamente amatoriali. Questo genere è spesso odiato per dei piani sequenza traballanti, portati avanti con pretesti spesso e volentieri insensati, basta pensare a tutti gli horror girati con il protagonista che filmava tutto quello che succedeva, mentre a te veniva da dire “molla quella videocamera e scappa!“. In The Visit l’utilizzo del found footage è vagamente giustificato, in quanto la protagonista Rebecca, aspirante regista, vuole girare un documentario sulla settimana che dovrà passare dai nonni. Eppure bisogna dire che ultimamente forse fin troppi film horror hanno utilizzato questo escamotage per produrre dei film low cost.

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The Visit recensione: L’unica interpretazione degna di nota è quella di Deanna Dunagan.

Per quanto riguarda gli interpreti del film The Visit, i due protagonisti Olivia DeJonge e Ed Oxenbould, rispettivamente gli attori di Rebecca e Tyler, sono stati capaci di immedesimarsi totalmente nei loro personaggi, anche se sono stati descritti grossolanamente da una regia che non ha reso ben chiaro il loro background. Olivia ha recitato il ruolo della ragazzina con la testa sulle spalle, in grado di gestire la situazione, ma con un dolore intramontabile sulle spalle, causato dall’abbandono del padre, ma fino a che non si è analizzato apertamente questa situazione non si era minimamente capito. Lo stesso vale per Ed, che si è perfettamente immedesimato nel ruolo da bambino curioso e desideroso d’avventura, anche se un po’ forzato come comico della situazione, ed in più germofobico, una caratteristica campata per aria solo per rendere più disgustosa una delle scene finali. L’unica nota di merito al film The Visit è l’interpretazione di nonna Doris (Deanna Dunagan), che ha inquietato e spaventato con un interpretazione decisamente sopra le righe, diventando l’elemento più terrificante dell’intero film, lasciando nonno Jhon (Peter McRobbie) sullo sfondo della scena.

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The Visit recensione: film banale e per niente spaventoso.

In sintesi The Visit è dunque una resa banale di un qualsiasi film Horror che poi in realtà tanto horror non è. Oltre a non aver spaventato in minima parte, essere palesemente una produzione a basso costo composta da un cast per lo più sconosciuto, non ha reso niente di realmente soprannaturale, rendendo il film un thriller in egual misura banale. Sicuramente non vale la pena andare al cinema per vedere un film del genere.

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Sono una studentessa di Arti design e spettacolo. Amo l'arte e mi piace molto scrivere, ma soprattutto sono un appassionata di fotografia.

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