Un minimalismo massimalista tra luce, geometria e percezione
Alla sfilata Fall 2026, Alberto Zambelli porta in passerella SYNESTHESIA, una collezione che si muove tra percezione sensoriale e costruzione architettonica, trasformando il gesto creativo in esperienza immersiva. Come descritto nel press release ufficiale (pag. 1) , il designer esplora una condizione in cui un senso ne richiama un altro: il suono diventa forma, il profumo colore, la luce trama tessile.
Il risultato è una collezione che non si limita a vestire il corpo, ma costruisce un’atmosfera. Zambelli definisce il proprio linguaggio come “minimalismo massimalista”: linee pulite e rigorose si aprono a una stratificazione concettuale fatta di rimandi, riflessi e geometrie interne.
Geometria dentro la geometria
La struttura dei capi è guidata da un tracciato costruttivo preciso. Le proporzioni si moltiplicano come in uno specchio che riflette all’infinito, creando un gioco di simmetrie e prospettive successive. È una collezione che parla di spazio: porte che si aprono su altre stanze, finestre tagliate dalla luce, interni che dialogano con l’esterno.
La luce diventa elemento narrativo. Viva e mistica, inonda le superfici e definisce le volumetrie, trasformando i colori neutri in oggetti di meditazione. Ferro, greige, lavagna, lievito e malva costruiscono una base sofisticata e rarefatta, interrotta da improvvisi accenti di ocra e fucsia che accendono la scena.
Materia e volume
La sperimentazione materica è centrale. Come indicato nel materiale stampa , la collezione spazia dalla seta iromuji imbottita che avvolge in volumi rotondi, ai lini arcaici decostruiti in tuniche d’ispirazione samurai. Il panno tagliato al vivo prende forma in cappotti oversize, macro cappe e pantaloni balloon.
L’estetica minimalista delle grisaglie maschili si amplifica in gobelin decorativi, mentre la nappa pink-mauve e lo shearling caramello evocano una sensualità primitiva e materica. Le lane cashmere destrutturate dialogano con sete fluide, liberando le linee in un movimento che ricorda una danza controllata.
Le silhouette si articolano tra oversize draping, linee a scatola, tuniche e forme ad A, con accessori coerenti con il racconto: cappelli in panno, guanti in nappa, borse busta e sac à main in lana o gobelin.
Un heritage contemporaneo
Fondato nel 2013, il brand è riconosciuto per uno stile minimale e decorativo, caratterizzato da linee architettoniche e materiali nobili. La continua ricerca su forme e lavorazioni, orientata a un prêt-à-porter di alta gamma, ha portato Zambelli a essere premiato tra i 15 talenti della Milano Fashion Week nel 2014.
Nelle ultime stagioni, l’influenza dell’Oriente ha ampliato il suo studio sui volumi, rafforzando l’idea di un’estetica in cui funzione e forma coincidono. Le collezioni sono progettate e prodotte a Km Zero presso l’headquarter del brand, riaffermando una visione consapevole del Made in Italy.
Una sfilata come esperienza
SYNESTHESIA non è solo una collezione, ma una dichiarazione poetica. In passerella, ogni capo diventa un frammento di percezione, un dialogo tra rigore e fluidità, tra interno ed esterno. Zambelli costruisce un racconto che invita a rallentare lo sguardo, a osservare la luce che attraversa le forme, a percepire il tessuto come spazio vivo.
In un panorama che spesso ricerca l’effetto immediato, Alberto Zambelli sceglie la profondità. E trasforma la sfilata in un esercizio di consapevolezza estetica, dove la moda diventa esperienza sensoriale e architettura emotiva.







































