Recensione The Last witch hunter.

Si tratta dell’ultimo film di Brek Eisner che ha visto come protagonista Vin Diesel. Il risultato è un buon utilizzo delle tecniche digitali ma poco consistente nella trama.

Uscito il 29 ottobre 2015, The last Witch Hunter-l’ultimo cacciatore di stregheè l’ultimo lavoro del regista Brek Eisner. Protagonista è Vin Diesel che vediamo interpretare la figura del prode Kaulder, vittima della maledizione della Strega Regina. Ai giorni nostri, sacrificato a vivere per sempre, Kaulder prosegue la sua lotta contro le streghe. La vicenda racconta il tentativo dell’eroe di salvare l’anziano padre Dolan, vittima di magia nera, aiutato dal successore del sacerdote, interpretato da Elijah Wood. 

Recensione The Last witch hunter, il nuovo prodotto di Brek Eisner dopo il remake “La città verrà distrutta all’alba”.

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Il Remake di Eisner dell’opera di George A.Romero “La città verrà distrutta all’alba” era stato ben giudicato dalla critica cinematografica. Caratteristica dello stile di Eisner è un determinante dinamismo della storia che ritroviamo anche nell’ultima sua opera qui recensita. Si parla di compattezza narrativa, adeguata costruzione della suspance ed effetti speciali di buon livello per il regista che dimostra invece, una probabile incertezza in quello che segue.

Recensione The Last witch hunter, un horror-action ai confini con il fantasy.

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Scontro tra il bene e il male messo in scena da Eisner dove  l’attenzione si concentra sulla costruzione dell’azione più che sulle reali motivazioni dello scontro, sottintese per tutta la durata della storia. L’azione viene presentata con un buon utilizzo delle tecniche digitali ma sopratutto con un ritmo altamente sostenuto. La storia procede in modo lineare e fluido con l’eccezione di qualche colpo di scena a favore del protagonista. Positive anche le visioni oniriche che vengono ben realizzate con un gusto macabro.

Vin Diesel costruisce il suo personaggio con le capacità che lo hanno reso riconoscibile al pubblico. Forza, durezza e malinconia conferita al suo ruolo con una buona duttilità interpretativa.

La parola adeguata alla definizione del risultato però, è semplicemente buono.

Recensione The Last Witch Hunter, buono ma non abbastanza.

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Non di certo deludente per chi appassionato di effetti digitali e dinamismo degli action movie ma assolutamente non altrettanto, dal punto di vista dell’intreccio. Quella di Eisner è una proposta classica del genere Horror che se non ben costruita porta ad una perdita di attenzione e di coinvolgimento da parte dello spettatore. Questo è quello che accade alla visione di The last Witch hunter. Il modello bipartito tra figura dell’eroe e del suo aiutante manca di autenticità in questo caso e nonostante l’adeguato utilizzo della tecnologia, questo non sopperisce a tale lacuna. Il risultato è una trama alquanto inconsistente che porta presto ad una perdita di interesse.

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Nulla di nuovo quindi. Niente di cui valga la pena ricordarsi. Lo stesso Vin Diesel ripropone una sua classica interpretazione del personaggio e nonostante la parziale duttilità mostrata, questa non porta a rendere riconoscibile alcuni lati caratteristici dell’eroe che possano permettere un maggiore interesse da parte dello spettatore. Interpretazione cristallizzata sul modello classico del suo stile anche quella di Elija Wood, personaggio insicuro e non ancora maturo di cui si vede l’evoluzione nel corso dell’opera.

L’esito, in conclusione, è uniforme e senza elementi che ne possano conferire qualche estroversia di effetto sicuramente positivo.  Non si può negarne certamente  la visione, ma non aspettatevi di esserne impressionati.

 

 

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