Il gesto delle mani è il documentario di Francesco Clerici che segue le fasi di lavorazione di una scultura in bronzo dell’artista Velasco Vitali. Lo spettatore in questo modo assiste ad un percorso artistico e artigianale di antica tradizione e memoria

Il gesto delle mani, presentato in anteprima allo scorso Festival di Berlino dove ha ottenuto il premio FIPRESCI, approderà nelle sale italiane il 3 dicembre. Un film atipico che tenta di trasporre cinematograficamente il senso del lavoro manuale e del contatto atavico con gli elementi puri, acqua, terra, fuoco e aria.

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Il gesto delle mani: un omaggio al lavoro manuale

Il fim segue il processo di creazione delle sculture di cani dell’artista Velasco Vitali, realizzate nella centenaria Fonderia Artistica Battaglia di Milano con la tecnica della fusione a cera persa. Un’esperienza immersiva e inedita per chi ha perso il contatto con le cose, un’esperienza che parla di creazione e tradizione. Il film avvicina un mondo perduto e descrive una giornata di lavoro in fonderia dove gli artigiani sono raccontati solo attraverso il loro lavoro, le loro espressioni e i loro movimenti.

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Il film è un omaggio al lavoro manuale. Nonostante le scoperte tecnologiche, il processo che conduce alla realizzazione di un’opera in bronzo segue ancora oggi lo stesso percorso che è stato necessario per realizzare i Bronzi di Riace. Materiali grezzi che si trasformano in opere d’arte, un ponte tra passato e presente.

Il gesto delle mani: un documentario visivo

Si è cercato di dare una proporzione tra il tempo di lavoro e il tempo del film: ogni minuto del film equivale a circa un’ora di lavoro. Il film dura 77 minuti, il tempo necessario per completare la fusione e la rifinitura della scultura è di 77 ore circa. Francesco Clerici non ha fatto altro che conservare la memoria di un processo artistico. Durante il film vengono mostrati alcuni reperti filmati del lavoro della Fonderia negli Anni Sessanta; nessuno aveva mai seguito con tanta passione il lavoro di artigiani che sono in realtà assolutamente indispensabili al creatore dell’opera.

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Le mani sono fondamentali in questo documentario. Le parole vengono eliminate quasi del tutto. A far da sfondo uditivo solo la musica classica che proviene da una radio accesa e i suoni e rumori che i gesti producono. Quello di Clerico è un documentario visivo dove la forza delle immagini è data esclusivamente da ciò che sta all’interno dell’inquadratura.

Il gesto della mani: la parola a Francesco Clerici

Il regista, durante un’intervista, ha affermato:

“Il segno delle mani è un racconto visivo. L’immagine si riappropria dello spazio, scandisce il ritmo del lavoro. Ho sempre pensato che il cinema sia prima di tutto un’esperienza che passa attraverso la forza delle immagini. l’immagine è un flusso che trascina lo spettatore verso una fruizione più intensa. Durante le riprese ho capito quanto fosse importante concentrarsi sul lavoro degli artigiani, soffermarsi sui gesti, sul procedimento della fusione a bronzo che si ripete uguale da secoli”.

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Come disse Giacomo Manzù:

“La scultura non è un concetto. La scultura è il gesto delle mani. Un gesto d’amore. Nella gestualità del corpo sta la relazione con il mondo, il modo in cui lo vedi, il modo in cui lo senti, il modo in cui lo possiedi”.

Il gesto delle mani: trailer

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Studentessa in arti, design e spettacolo. L'arte è la mia più grande passione: farla, toccarla, ammirarla. Filosofia e letteratura la seguono. Scrivere mi piace, purché sia la giornata giusta. E oggi lo è.

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