The Walk 3D, uscito lo scorso 22 ottobre, racconta la vicenda del funambolo Philippe Petit, resa mozzafiato in un immancabile capolavoro 3D.

Il film si apre con Petit (interpretato da Joseph Gordon-Levitt) che ci parla mentre è sulla cima della statua della libertà, con le torri del World Trade Center alle spalle, ed inizia a raccontarci la sua storia dal principio. Philippe è un ragazzo che si è appassionato al funambolismo a soli 8 anni, e proprio nel momento in cui ha scoperto la programmazione della costruzione delle Torri Gemelle ha deciso di volerle attraversare su un filo. Il film racconta, oltre all’infanzia di Petit e del suo percorso per diventare funambolo, la ricerca di complici, la programmazione del piano per attraversare le torri, e la messa in opera, in cui il gruppo è dovuto salire sulla cima delle due torri, cercando di non essere scoperti, per montare il filo in acciaio che avrebbe collegato le Torri Gemelle.

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Recensione The Walk 3D: un film mozzafiato, storia un po’ debole.

The Walk 3D è uno splendido film creato con l’uso del digitale. L’opera del regista Zemeckis colpisce grazie allo spettacolare utilizzo delle tre dimensioni. Io non sono una persona che ama il 3D, fa venire mal di testa, lo ritengo quasi inutile anche se a volte emozionante, ma per questo film è stato essenziale. Non avrebbe avuto lo stesso impatto visivo senza. Magari all’inizio non era necessario, tutta la prima parte è stata molto statica e con i piedi abbastanza piantati per terra. Mentre la seconda parte, in cui il digitale rendeva la magnificenza delle Torri del  World Trade Center, è stato a dir poco spettacolare anche per chi non soffre di vertigini. Sono certa che non avrebbe lo stesso effetto in due dimensioni. A parte questo ho trovato la storia un po’ debole, non che ci si possa aspettare troppo da una storia tratta dalla realtà ma per una vicenda del genere ci si aspetta qualcosa di avvincente, mi riferisco principalmente alla modalità in cui è stata narrata la storia e al fatto che ha avuto un inizio un po’ prolisso percorrendo i passi che hanno portato Philippe Petit alla sua impresa più grande, anche se alla fine immagino fosse necessario, almeno per dire chi fosse questo ragazzo francese dai capelli rossi e gli occhi blu.

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Recensione The Walk 3D: interpretazioni improbabili.

Ciò che proprio non mi ha catturato è stata l’interpretazione di Joseph Gordon-Levitt, un po’ troppo forzata a mio parere, eccessivamente esuberante, anche se probabilmente era ciò che richiedeva il regista, ma è difficile immaginare una persona così. Indubbiamente Philippe Petit è una personalità totalmente folle, per aver fatto ciò che ha fatto, ma l’interpretazione di Gordon-Levitt non mi ha convinto. Forse, mi ripeto, è tutto causato da quella narrazione in prima persona che, se non si è abbastanza capito, non mi è proprio piaciuta! Ha reso una storia che poteva essere spettacolare una storiella raccontata a degli amici una sera in un bar. Un altra interpretazione che non mi ha del tutto convinto è stata quella di César Domboy, giovane attore francese, che interpretava Jeff, uno dei complici di Petit, che soffriva di vertigini. Ora, probabilmente anche questo non è stata colpa dell’attore, ma di ciò che richiedeva il film, però può mai una persona che soffre di vertigini essere uno di quelli designati per  salire sulla cima di una delle Torri Gemelle per montare il cavo d’acciaio? Ma scherziamo? Io che non soffro di vertigini non mi sarei neanche avvicinata al cornicione, figuriamoci una persona che ha questa fobia! Assolutamente poco credibile. Non sono riuscita a scoprire se il personaggio di Jeff è stato un complice reale o fittizio, messo lì apposta nel film per controbilanciare la spericolatezza di Philippe Petit, ma di certo il risultato è stato improbabile.

Recensione The Walk 3D: da vedere solo in tre dimensioni.

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Per quanto riguarda la spettacolarità del 3D non ci sono paragoni, un utilizzo ineccepibile che mi ha tolto il fiato parecchie volte nonostante sentissi la poltrona sotto di me. Però la storia in se non è stata molto avvincente, sarà per la narrazione in prima persona del protagonista oppure per i dialoghi mezzi in francese mezzi in italiano(inglese) senza momenti degni di nota a parte la traversata su Notre Dam de Paris, e quella sulle Torri Gemelle. Sicuramente non è un film da vedere a casa a meno che non avete il televisore che permette la visione in 3D.

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Sono una studentessa di Arti design e spettacolo. Amo l'arte e mi piace molto scrivere, ma soprattutto sono un appassionata di fotografia.

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