PITTI UOMO 87 , collezione abbigliamento e accessori uomo
Firenze, 16 gen 2015

Ogni sei mesi si ripete il rito…una strana euforia serpeggia nel fashion system, per l’aria si spande un profumo di novità e il grande circo si trasferisce a Firenze.

Nel Frecciarossa si respira un aria da gita scolastica (anche se nessuno lo ammetterà mai): ci si guarda attorno cercando amici e facce note, stringendo mani e scambiandoci tre baci, armeggiando su tablet e pc, fingendosi più indaffarati di quello che si è realmente.

Fortezza quest’anno ha fatto il botto: c’è veramente tutto il mondo, vista anche la contemporanea debacle di Bread and Butter, Buyers e addetti ai lavori dai quattro angoli del globo sono tutti qui, con la netta sensazione che sia The Place To Be.

Da vecchio lupo disincantato devo ammettere che il record di espositori si percepisce, tanti nomi nuovi e tanti stand allestiti con gusto e tecnologia all’avanguardia, come a volere dire una volta per tutte basta alla crisi. Una riflessione di ordine generale: la crisi è tutto un problema del mercato Italiano, nei mercati di riferimento dell’export le cose per il Made in Italy vanno decisamente bene, prova ne sia l’aumento di stand dedicati al lusso anche estremo.

Pitti-Uomo-2015-una-giornata-nel-Fashion-SystemDopo aver digerito la novità del cambio di posizione della reception, ora più efficiente, si incontra subito una new entry, Pretty Green, la Private Label di Liam Gallagher, che voi sapete essermi particolarmente simpatica: grazioso lo stand, grintosa la collezione. Quest’anno uno dei trend dominanti sembra essere il Luxury Underground, con prevalenza di nero e materiali tecnologici, temi urbani e hip hop. In questo maistream si inserisce anche Hamaki Ho, che aggiunge suggestioni nipponiche stile Black Rain. E’ tutto un susseguirsi di atmosfere cupe illuminate da lampi di colori tecno, come da Drykorn, Supertokio o Plinsky.

Un altro tema dominante è quello dell’ecosostenibilità, con uso di materiali riciclati in maniera sorprendente, come le scarpe in carta riciclata water resistant di Cartina e il total look di Ecoalf.

Pitti-Uomo-2015-una-giornata-nel-Fashion-System-Il padiglione Play è sempre quello più frizzante, consacrato allo sportswear di alto profilo, con le presenze illuminanti di Clark’s , Diadora, Lotto, Studwar, Fred Perry, New Balance, Museum: new entry Frescobol Carioca, che ci porta un mood brasilero che intenerisce il cuore. Quest’anno abbiano fatto il pieno di sneakers (spettacolari quelle di Pinko) e parka, con quell’aria un po’ vissuta da giramondo povero ma bello che rende affascinante anche un bancario che non è mai andato oltre Formentera.

Poi si va nella cattedrale, il padiglione Centrale, dove trovi gli espositori più istituzionali, il classico Italiano prestigioso (e un po’ ingessato), ma anche brand molto freschi e vitali come Altea o Brimarts (per le scarpe ), Shaft jeans o il sempre vitale Cesare Paciotti. Dappertutto si percepisce qualità e artigianalità, non sempre reale, ma la suggestione è quella, il custom made Luxury alla portata soprattutto dei mercati emergenti.

La cosa che mi fa sempre sorridere sono gli stand dei classici brands britannici, microcosmi surgelati in un passato glorioso, dove personaggi d’altri tempi sembrano statue di cera che osservano scandalizzate il circo scoppiettante che li circonda, ostentando disapprovazione…mi vien voglia di abbracciarli!

Poi ci sono i banchetti dei soliti giapponesi che pretendono di venire in Italia ad insegnarci come si fanno le scarpe artigianali con i loro improbabili modelli, ma forse non conoscono il significato dell’espressione “vendere vasi a Samo”…si sa, la cultura classica non è da tutti.

In tutto questo flusso di emozioni, dopo aver brindato col solito mohito da Desigual, che ogni anno ci regala gioia di vivere, arraffata una tartina al volo alla Mini lounge  (mangiare qualcosa ai bar è impossibile: code infinite!) guardi l’orologio e …si è fatto tardi!

Santa Maria Novella con tutta la sua confusione ci accoglie (sale d’attesa risicatissime, chissà cosa penseranno gli operatori stranieri) tutti in piedi, compressi, con l’aria confusa e felice di chi adesso, sul suo treno superveloce, avrà il tempo di dormicchiare o di scrivere un articolo.

 

 

Share.

About Author

Nato nel 61 in una décolleté, cresciuto spettinato in mezzo alle scarpe. Consulente e Product Manager, aspirante giardiniere.

Leave A Reply