Intervista ad Alex Polita: il pilota italiano che correrà la Tourist Trophy ci racconta la sua carriera e i suoi progetti futuri

Intervista ad Alex Polita, il pilota motociclistico vincitore della Superstock 1000 FIM Cup nel 2006. Nel corso dell’intervista si è raccontato spaziando tra il suo passato e i suoi progetti futuri.

Come ti sei avvicinato al motociclismo?

Io sono stato fortunato perché il mio babbo era un pilota, prima di fuoristrada, poi negli ultimi anni della sua carriera della velocità. Per me e mia sorella era più o meno la normalità frequentare i campi di gara; risultava anomalo ciò che facevano gli altri ragazzini. Era normale per noi stare in mezzo alle moto e ai campi gara e la volontà di intraprendere questa professione è stata una scelta quasi di default.

La tua carriera è caratterizzata da tanto sudore e tanta gavetta…

Sì, ormai in Italia questo non succede più da tanti anni. Ormai quello che vorresti fare non arrivi a farlo per meriti ma pagando. Questi metodi sono estranei alla nostra famiglia: i miei genitori mi hanno insegnato l’arte del lavoro e noi ci siamo sempre sudati tutti i nostri traguardi.
Intervista ad Alex Polita 1

Intervista ad Alex Polita: i suoi progetti futuri

Il pilota ci ha un po’ raccontato i suoi programmi per il futuro, parlandoci del CIV (Campionato Italiano Velocità) e del Tourist Trophy. Questi i suoi prossimi impegni, leggete cosa ci ha detto…

Correrai il Tourist Trophy, vorresti spiegare ai nostri lettori in cosa consiste?

Il Tourist Trophy è una corsa motociclistica che si svolge la prima settimana di giugno, sul circuito stradale dello Snaefell Mountain Course, sull’isola di Man. Il circuito è lungo circa 60 km. Sarà una bella sfida.

Dall’anno della sua prima edizione ad oggi, il circuito ha visto la morte di 143 persone. Sembra rischioso…

Rischioso come tutto il resto. C’è chi muore di infarto in mezzo ad un campo, io vado all’isola di Mann.
Intervista ad Alex Polita 2

Correrai anche il CIV con BMW

Sì un esperienza molto interessante che non vedo l’ora di cominciare.

In uno sport del genere, quanto contano testa e concentrazione?

Il cervello è una cosa fondamentale come un qualsiasi muscolo, anzi forse il muscolo più importante. I muscoli del corpo puoi scegliere di allenarli, il cervello invece è necessario tenerlo allenato nella maniera giusta e non tutti riescono in questa cosa. É uno dei lavori più difficili, bisogna restare concentrati e mantenere calma e lucidità anche sotto pressione.
Intervista ad Alex Polita 3

Share.

About Author

Studente di comunicazione e aspirante giornalista. Scrive con passione nella speranza di realizzare il suo sogno: diventare un importante cronista sportivo

Leave A Reply