Alejandro Amenábar, regista del film “Regression” racconta i suoi pensieri sui temi trattati nel film e cosa l’ha portato a girarlo.

Alejandro Fernando Amenábar Cantos alias Alejandro Amenábar, classe ’72 nasce a Santiago del Cile. Produttore cinematografico, sceneggiatore, compositore, regista e montatore spagnolo è autore del film Regression, film horror psicologico, nelle sale da oggi, 3 dicembre 2015.

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Come il regista è arrivato a creare Regression

Racconta di essersi iniziato ad incuriosire al genere horror e ai thriller fin da bambino, tant’è che il suo primo film Tesis, girato ormai 19 anni fa, fu proprio un horror. Il regista dichiara di sentirsi estremamente a suo agio infatti quando si tratta di questi generi. Racconta inoltre di aver voluto fare il regista sin da bambino. La notte non riusciva ad alzarsi dal letto a causa della paura del buio e tutto ciò che poteva essere quindi correlato ad esso. Così ha deciso di allearsi con la paura, mettendosi dall’altro lato della cinepresa e creando le sue opere horror.

Il suo ultimo film , Agora è stato girato nel 2009, il regista ha infatti dichiarato di aver aspettato molto per girare un’altra opera poiché non è facile girare un film all’anno, richiede molta creatività e quando si crea un film bisogna avere qualcosa di interessante da raccontare. Ha iniziato così a pensare di fare un film su Satana, ma dalle prime ricerche risultava noioso, così ispirandosi a vicende realmente accadute negli USA legate agli abusi satanici è nato Regression.

In cosa consiste Regression

Tra i protagonisti abbiamo Emma Watson che interpreta una giovane ragazza in fuga dagli orrori che le si presentano, Ethan Hawke interprete di un detective che indaga sul passato della ragazza e David Thewlis psicologo richiesto dal poliziotto, che attraverso la tecnica della regressione, ovvero l’ipnosi, fa rivivere il passato della protagonista.

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Il regista in merito al metodo dell’ipnosi adottato dallo psicologo dichiara:

Tutti possono commettere errori nel corso della vita! Liberandosi della paura però, si risolvono i problemi.

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