The Revenant recensione dell’ultimo film di Leonardo DiCaprio diretto da Alejandro Iñárritu. Un successo annunciato destinato a fare la storia.

Descrivere The Revenant sarebbe abbastanza difficile. A prescindere dalle opinioni personali riguardo a DiCaprio o alla filmografia hollywoodiana recente, è un film che merita di essere visto per una serie di fattori che andremo a sviscerare. Innanzi tutto è necessario dire che se un film ha 12 nomination all’Oscar, non può essere un cattivo prodotto (commerciale o meno che sia). Andando ad analizzare le singole nomination ci renderemo conto di quanto sia probabile che il capolavoro di Alejandro Iñárritu si prepari ad una strage di Oscar.

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The Revenant recensione di uno spettacolo visivo

Se vogliamo per un momento dimenticare che oltre ad essere il nuovo film di Leonardo DiCaprio, The Revenant sia innanzi tutto un film, non possiamo non soffermarci sulla fotografia, sulla scenografia e sulla regia dell’ultimo capolavoro targato Iñárritu.Il regista merita una menzione particolare per l’abilità tecnica dimostrata: intere scene in piano sequenza, inquadrature incredibili ed una caratterizzazione dei personaggi non indifferente. Tutta la pellicola contiene davvero poche scene di parlato, ma l’abilità degli attori e del regista ti lascia agganciato alla storia nonostante la mancanza di dialoghi. Innovativo anche l’uso della macchina da presa: alitate e schizzi di sangue sullo schermo denotano un realismo che, per quanto controproducente ed in contrasto con i canoni hollywoodiani, trasmette un empatia non indifferente nei confronti degli avvenimenti rappresentati. Risulta ovvio che deve essere attribuita l’importanza che merita anche alla grafica sonora: Jon Taylor, Frank A. Montaño, Randy Thom e Chris Duesterdiek sono stati protagonisti di un montaggio sonoro da Oscar, una concatenazione di suoni che lascia lo spettatore incollato allo schermo.

Infine sia gloria a Emmanuel LubezkiJack Fisk e Hamish Purdy. Questi tre signori sconosciuti sono i responsabili rispettivamente della fotografia e della scenografia del film: immagini mozzafiato, posti incredibili tanto per cromatismi quanto per effetti ottici.
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Recensione di un cast formidabile

Sarà la volta buona per Leonardo DiCaprio? Questo non siamo noi a deciderlo. Possiamo limitarci a dire che è stata una prova fantastica dell’attore statunitense. A prescindere dalla lotta con l’orso e della lunga barba di cui tutti avete sentito parlare, ciò che impressiona è la capacità di trasferire sullo schermo ogni singola emozione, la maggior parte delle volte senza conferire parola: è un’esaltazione del gesto non indifferente, un inno alla recitazione, quella vera fatta di sguardi e movimenti. Non sarà la lotta con un orso o aver mangiato un pesce vivo a dargli l’Oscar, non siate così banali.

E se Leonardo DiCaprio calamiterà su di sé (giustamente) tutte le attenzioni, non va sottovalutato l’intero cast della pellicola di Alejandro Iñárritu. Cosa sarebbe questo film senza la presenza di Tom Hardy è difficile dirlo: un’interpretazione fantastica. Perfettamente a suo agio nei panni del cattivo, ma non il solito antieroe a cui siamo abituati: un uomo che per sopravvivere e per arricchirsi è costretto ad uccidere, ad abbandonare i propri compagni e a tradire la propria nazione. Degni di nota anche Will Coulter (che interpreta Jim Bridger, un membro della spedizione) e Domhnall Gleason (nel ruolo del capitano Andrew Henry).

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Recensione di una sceneggiatura lacunosa

Non è tutto oro ciò che luccica. E’ giusto che oltre alla pioggia di complimenti che spettano a chi ha messo in scena la pellicola, piovano anche importanti critiche nei confronti della sceneggiatura. La storia ha delle grosse lacune, probabilmente senza i grandi interpreti di cui sopra non avremmo mai sentito parlare del film. Lenta in alcuni punti, vuota in altre, la sceneggiatura mostra dei buchi importanti, legata al racconto di un uomo assetato di vendetta. La pellicola si rivela il  film più dimostrativo destinata ad impressionare il pubblico per i fatti raccontati; e la mancanza di una nomination nella categoria “Miglior sceneggiatura” va proprio in questo senso. Nonostante questo però un importante trionfo agli Oscar sembra vicino; hanno preso la mira giusta per sparare il colpo vincente?

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Studente di comunicazione e aspirante giornalista. Scrive con passione nella speranza di realizzare il suo sogno: diventare un importante cronista sportivo

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