E’ lo sportivo in attività più ricco del Regno Unito nonché il campione in carica di F1: Lewis Hamilton, arrogante e sprezzante del pericolo in pista, nella vita di tutti i giorni è il contrario: religioso, accorto e metodico. Scopriamo i segreti del fenomeno che dal 2007 ha – a suo modo – rivoluzionato il circus della F1.

hamilton campione 2014Nonostante sia da ormai 9 stagioni una delle stelle più luminose del circus della Formula 1, per parlare di LEWIS HAMILTON bisogna sempre far riferimento ai suoi avi, lo richiede il suo aspetto: un nero che diventa campione nello sport più altolocato, quello dei lord inglesi, di tutti fa sempre il suo effetto. Il nonno originario di Grenada, un’isola dei Caraibi, emigrò a Londra trovando lavoro nella metropolitana della city, impiego che poi venne ereditato dal padre di Lewis: Anthony, colui che testardamente e con sacrifici, tutti poi ripagati, ha messo Hamilton sulle automobili da corsa. Fin dalla metà degli anni ’90 sui kart Lewis dimostra un talento speciale notato anche dalla principale scuderia motoristica inglese, il team McLaren. Proprio con la casa di Woking Hamilton esordirà e si laureerà per la prima volta campione di Formula 1; correva l’anno 2008. Arrivare in alto per un ragazzo partito dal basso è stato difficile (anche se non gli è mancato mai l’appoggio oltre che della famiglia di Ron Dennis) ritornarci anche, visto che per tornare campione Lewis ha dovuto cambiare team – Mercedes – e attendere 6 stagioni. Nel 2014 è stato il più bravo di tutti e nel 2015 la musica sembra riproporsi

hamilton carriera

LEWIS HAMILTON: l’ultimo pilota personaggio

Hamilton divo

Ormai quando si parla di Formula 1 i primi nomi che balzano alla mente sono quelli dei team iscritti al mondiale. Oggi il nome Ferrari, McLaren, Mercedes, Williams vale più del cognome dei vari Alonso, Massa, Rosberg, Raikkonen; demerito della componente tecnica delle vetture che ha sporcato l’abilità dei driver. Nel circus però vi sono due eccezioni (che con le dovute proporzioni possono ambire a ripetere quella rivalità Hunt – Lauda che caratterizzò la F1 degli anni’70) si tratta di Sebastian Vettel e Lewis Hamilton. Tedesco, abbottonato, dedito completamente alla professione il primo; inglese, mondano, più tendente allo strappo delle regole il secondo. In questa F1 Lewis è l’ultimo tocco di glamour: ricco, dandy, vincente e capace di alimentare il mito del pilota che una volta dismessa la tuta fa strage di cuori. Oggi è single, ma Lewis fino a poco tempo fa non si accompagnava hamilton scherzingercerto ad una ragazza della porta accanto; la compagna era Nicole Scherzinger, uno dei volti più conosciuti della musica pop internazionale. Molto vanitoso, Hamilton cura molto la propria immagine. Capelli all’ultima moda, capacità di indossare smocking eleganti ai party o vestiti casual un po’ rap quando l’occasione non fa l’abito e un corpo muscoloso che però nascondo la vera anima dell’uomo Lewis.

La fede di LEWIS HAMILTON

hamilton davanti ad alonso australia 2007Melbourne 2007, prima fila: Kimi Raikkonen ed il campione del mondo Fernando Alonso. Dietro loro un giovane debuttante: Lewis Hamilton; si dice che sia il cocco di Ron Dennis al quale da piccolo aveva confessato di voler guidare una sua monoposto di F1. Quel giorno è arrivato ed il ragazzino stupisce tutti subito infilando all’esterno della prima curva il compagno, campione del mondo in carica, Alonso. Dal biglietto da visita si direbbe che Hamilton sia un ragazzo intraprendente e quasi irrispettoso, vero, ma solo in pista, perché levato il casco Lewis è un ragazzo molto rispettoso soprattutto verso Dio. Il suo corpo ormai è una tavola da disegno; ma i suoi tattoo non sono frutto delle tendenze del momento, ma hanno tutti un significato profondo legato ai messaggi della fede. Dal braccio completamente tatuato dalla Sacra Pieta di Michelangelo, alla rosa dei venti simboleggiante una Chiesa al centro del petto passando per la schiena dove vi sono delle ali di un angelo con una croce; il corpo del pilota è uno strumento per ringraziare Dio poiché come ammesso dal pilota: hamilton scherzinger

“La F1  è una disciplina pericolosa. Nel passato ha fatto molte vittime e solo l’anno scorso è costata il coma ad un giovane ragazzo –J. Bianchi-. Io resto saldo nella fede in quanto mi sento davvero benedetto ad essere ancora qui”
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Nato in provincia di Milano, a Giussano, ormai 24 anni fa, risiedo in Meda. Universitario, ormai datato, mi piacciono i fatti. voglio conoscerli e poi raccontarli, per questo sento la passione per il giornalismo.

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