La parola d’ordine oggi è: eccellenza e creatività. La cucina italiana si sposa con il mondo. Dalle spezie, ai cereali, ai frutti esotici. Il vocabolario gastronomico si allarga presenziando la scena internazionale più di ogni altro paese.

 

La Cucina Italiana

la-cucina-italianaSiamo stati portati a pensare, sin da piccoli, che il mito della cucina e delle tradizioni, fosse un qualcosa di dato, una storia che si tramanda di generazione in generazione, un manuale di ricette che rimane intatto dalla storia dei tempi. In realtà, è tutto il contrario di quello che abbiamo sempre immaginato. La cucina italiana, soprattutto quella regionale, ha sicuramente la sua storia: da una parte frutto di abbondanza, bisogno di fame, piacere del cibo; dall’altra, cultura, scambi commerciali con paesi vicini e lontani, influenza di nuove terre e nuovi popoli. Basti pensare alla scoperta del Nuovo Mondo che ha portato nelle nostre tavole “intrusi” come il mais, il pomodoro, le patate, oggi ingredienti  base delle nostre ricette, che hanno inevitabilmente contaminato la  cucina italiana già dalla fine dell’Ottocento. Dalla scoperta del fuoco, alla coltivazione dei cereali, all’uso delle pentole, molti piatti per così dire tipici, non sono rimasti intatti nel corso dei secoli ma anzi, si sono modificati grazie alle contaminazioni, divenendo simboli e prelibatezze di un’intera cultura.

La Cucina Italiana nel mondo

la-cucina-italianaDi quanto sia globale la nostra cucina ce ne rendiamo inevitabilmente conto: dalla rivisitazione di alcune ricette tipiche con ingredienti orientali e tropicali, ai nuovi concetti di alimentazione che fonde i popoli di tutto il mondo in una cosa sola, assicurando sostenibilità e cibo per tutti, la mission di Expo . I prodotti tipici italiani di eccellenza hanno una vetrina sul mondo e sono apprezzati a livello  internazionale. Non è più fatto raro trovare nei nostri menù o nelle ricette di grandi Chef come Carlo Cracco, con la tartellata di pasta con ricotta al lime e shiso(erba coltivata in Cina e Giappone), a Annie Feolde, con un premiato risotto che unisce piccione a fave di cacao tostate, tra l’altro premiato come piatto dell’anno 2015 della Guida dell’ Espresso, ingredienti che provengono dai più svariati posti e culture del mondo.  Questa è la cucina italiana  che si contamina per  diventare più ricca,  più aperta e predisposta a tutti i sapori del mondo.

E se vi state chiedendo che fine ha fatto la cucina italiana, non temete. Non è affatto scomparsa. La ritroverete ovunque, dai piatti più semplici che rivisitano ricette tipiche come i risotti, gli spaghetti, speziandoli con erbe e profumi orientali, alla pizza, emblema della cucina italiana per eccellenza, che si arricchisce di farine particolari, nuovi profumi. New entry in perfetta sintonia con le note di Expo sono alcuni piatti che mescolano culture diverse,  che fanno bene al corpo ma soprattutto al palato.

Il nuovo classico: il sushi alla milanese

la-cucina-italiana-sushiUno tra i più innovativi è il “sushi alla milanese“, otto pezzi di aburi nighiri (sushi lievemente grigliato) a base di riso allo zafferano abruzzese e gambero siciliano o ancora mazzancolla pugliese e pesto di capperi di Pantelleria. Le varianti sono diverse ma prevedono tutte riso allo zafferano e non in bianco, come elogio alla cultura italiana, in particolare quella milanese. Una geniale idea dello Chef intellettuale e poliglotta (parla 7 lingue) Wicky Priyan, nato nello Sri Lanka e appassionato di cucina. La sua passione trova la massima espressione nel rispetto della cultura giapponese e di quella italiana, paese in cui ha deciso di vivere e continuare la sua carriera,  aprendo un ristorante proprio a Milano, in zona Navigli . (Wicky’s Wicuisine) Non abbiate paura, la cucina italiana è sempre “italiana” , attenta al rispetto delle tradizioni e della sua cultura, ha solo scelto di aprirsi al mondo, come ha sempre fatto del resto,  ma vi assicuro che lo ha fatto e continua a farlo con gusto.

 

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Sono una studentessa del corso di Digital Marketing, sono curiosa e mi piacciono le sfide. Mi appassiona molto il mondo del digitale e le sue infinite sfaccettature tanto quanto amo cucinare e sperimentare nuovi sapori.

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